
-Non mi sento solo, sono solo-.
Disse così l'eremita chiamato Orso Niel-da. Disse ciò poichè era tornato nel suo eremitaggio dopo che si era rivisto con la sua vecchia compagnia di discepoli dello Zen.
C'era Fortibraccio, proveneinte dalle foreste di Lon-bov, maestro del mitico
Gyn-tyu-ion. C'era la saggia
Marmotta, il famoso
Mar-the-nhon, il venerabile
Jo-so.
Come non citare il druido delle lande del Nord soprannominato Bryth-tish o l'amabile maga Ben o la famosissima dottoressa e curatrice, che abita nelle regioni del sud, e che è da tutti soprannominata Zan-so?
Il folle uomo che aveva speso parte della sua vita nelle terre
d'Oltreoceano, chiaramente a guerre concluse, ossia Tom-til-lien c'era all'appello, così come il viaggiatore, del quale una leggenda narra che abbia viaggiato più dello stesso
Mur il vigliacco, Nai-lyn Jamm, carissimo amico di peripezie.
Ahimè mancava il saggio soprannominato da tutti
La Volpe Cogitante, ma tutti nutrono per lui delle infinità d'affetto egualmente, mancava anche il rozzo ma buon servitore del venerando Bonzo, lo scaltro Zany-baz delle terre di
Lon-bov. Mancava il vecchio compagno d'avventure salutato come Gyr-den con la sua compagna, By-bha la contorsionista.
Il religiosissimo chiamato Baerth-ony e il musicante ramingo dei lontani altipiani del Sud: Rocque el-Pajero, non poterono presentarsi per motivi a me ignoti.
Tuttavia fu una bella adunzanza.
Sul tardi arrivai anch'io, Ses-wee-zo-ta, col cuore pieno di gioia nel vedere amici cari, proferii queste parole:
-Il cielo non grida 'Addio' alle goccie delle prime piogge d'oriente perchè prima o poi si riuniranno sotto il Sole dell'Est-.
Tutti furono concordi.