domenica, maggio 13, 2007

L'oblio del vento

Verano nei primi anni del regno di Yumen alcuni pii maestri dello Zen che predicavano in giro per quei regni barbari.

Ma nei regni barbari lo Zen era odiato, come chi vive nel buio teme la luce di Bog il cielo, e così i due saggi erano perseguitati.

Gli uomini fermi, così com'erano chiamati i sudditi di Yumen, corrotto stregone e monarca del regno di Kin-vred, riuscirano ad imprigionare i due monaci; furono rinchiusi nelle prigioni del palazzo di Sinuar, quello dove si allenavano i ninja.

Ma uno degli uomini fermi si ravvide grazie alle parole dei due saggi e assieme a loro provò a cappare nei pressi delle terre del grande Cedro danzante.

Mentre scappavano l'esercito li intercettò e uccise con un colpo di spada i due monaci. Quando al soldato che gli aveva auitati ad evadere fu condannato a passare il resto della sua vita nelle oscure galere di Sinuar. Ma là raggiunse l'illuminazione e più tempo passava legato alle catene e più tempo liberava dalle catene dell'ignoranza e dell'ottusità gli altri prigionieri.

Quel saggio scomparve in un mattino d'inverno, e di lui non si seppe più niente.

Alcuni dicono di averlo visto nelle desolate lande del Sud, altri nei pressi di Ramidash, c'è chi giura di averlo visto vicino al tempio dello Lian-dil-ion, chi vicino al grande braciere di Zai-ma, chi nello Brad-fion, e addirittura c'è chi sostiene di averlo visto camminare nei campi di battaglia alla fine della guerra delle terre d'oltreoceano. Ciò che è certo è che dove c'è bisogno di saggezza e consolazione lui è lì
A noi piace chiamare quell'uomo Deiìrù.

Il senso della vita


Il giovane allievo chiese al maestro il segreto della vita, e il maestro gli rispose.

Pecato che l'allievo non capisse la lingua del maestro.

lunedì, maggio 07, 2007

Volontà

Murin -laif-fridec poteva distruggere tutti i popoli corrotti delle regioni degli altipiani se solo avesse voluto. Ma non volle.
Usò la clemenza quando volle e la spada quando volle.
Non si fece mai usare dalla spada o bere dal sake.


Così come gli aveva insegnato Jo-so, la volpe cogitante, Ses-wee-zo-ta e Mar-tee-nhon.

Il rombo del vento


Mentre il saggio Ses-wee-zo-ta si apprestava a intraprendere un viaggio, verso le fertili pianure del regno Ri-m, incontrò due sue amiche di vecchia data.

L'una era Riaval, sacerdotessa del tempio Zai-ma e l'altra si faceva chiamare Ianiviv, famosissima asceta delle desolate lande del Nord.

I tre ricordarono con piacere i momenti passati assieme nella loro prima giovinezza, gli allenamenti nel tempio, le discipline meditative, gli amici in comune e gli amori perduti. Ma arrivò un momento durante il cammino nel quale le due sacerdotesse posero il seguente inerrogativo al pio Bonzo:

- Se dovessimo smettere di viaggiare per gli angusti meandri della vita,se volessimo fermarci a contemplareil dolce sole dell'Ovest, ci dovremmo ritenere arrivate oppure la strada del loto è tutta da percorrere?-

Ses-wee-zo-ta rimase impressionato dalla domanda delle sue compagne di viaggio e le premiò con una delle sue risposte più famose, tale che i mercanti drefinidi se la impressero sulle loro braccia per generazioni:

- Forse è proprio del genere umano il viaggio, ma non conta il Sole che si è riusciti ad ammirare, o le terre d'occidente che si è visitato, quanto l'aver trovato nel Sole una guida per i passi del giorno e nella luna una guida per le ore della notte. Il loto sboccia in chi coglie l'utimo raggio del sole sopra l'orizzonte.-

Tutti e tre goderono dell'illuminazione proferita da quelle parole.

venerdì, maggio 04, 2007

La luce che sovrastò la tenebra

Il giovane Le-ho della dinastia Bhal-tii-eryn era un fermo credente dell'arrogante dottrina dell' heespeis. Costui era stolto, ciònonostante era un abile dilettatore di animi altrui. Era dunque seguito dai più disparati individui, alcuni dei quali reietti della società. Tra questi si annoverava un gigante soprannominato "il barbone" per il suo singolare modo di vestire, come poteva essere un soprabito purpureo costellato da fori o un marsupio della più indegna manifattura. Un giorno si stava recando al vicino sacerdote del Che-baahb accompagnato dal gigante, ma sulla strada trovo il saggio che gli sentenziò:" Bada alle nuvole: quanto possono essere soavi e candite, tanto possono essere tenebrose e portatrici della più distruttiva tempesta. Il girasole ha finalmente sbocciato nel plenilunio."
Il gigante non capendo l'evidenza dell'affermazione e non capendo nemmeno se stesso si denudò e scappò nelle lande del Nord. Si narra che nel luogo dove caddero le vesti del gigante fu fondata la prima città del misero regno di Jup-lo. Le-ho invece fu illuminato, capì la sua vita di misfatti e menzogne, e non riuscendo a trovare un modo per riparare a questo si ritirò in una grotta dove passò il resto dei suoi giorni.

giovedì, maggio 03, 2007

I quattro


I quattro monaci da giovani.

L'otre del marinaio

Già sapete che il saggio Ses-wee-zo-ta era amico di un marinaio, Lon-pau era il nome del marinaio.

Un giorno, durante la navigazionedalle parti di Bog il cielo, Lon-pau rivelò al suo grande amico un turbamento del cuore, e chiese consiglio al saggio.

Disse: - Se sta and...- si interruppe e ricominciò- se stiamo andando verso le terre di Sadret è perchè ho deciso di dirigere li il mio corpo, se dormo è perchè ho sonno e se ho fame mi nutro.-


-Bene- rispose Ses-wee-zo-ta - allorà dove stà il problema?- chiese.


-Se comando il mio corpo perchè mi duole il cuore quando smetto di amare chi amavo? perchè chi amavo non trova il coraggio di darmi un cenno di perdono? perchè chi amavo, che ora non amo più, non mi rivolge più le dolci e soffici labbra? perchè tace?-


Ses-wee-zo-ta iniziò a pensare e dop un mese di digiuno rispose: -L'arcobaleno non parla ma racconta molto più che tutte le pergamene delle biblioteche del sovrano Murin-laif-fridec.-


Lon-pau capì, continuarono la loro navigazione in perfetta armonia e in gioiosa amicizia.

mercoledì, maggio 02, 2007

Contenitore o contenuto


Non importa se il pozzo dal quale si sono dissetati per milleni i viandanti delle carovane delle terre aride siano profondi più di quando è alto il monte Jtze.

Il saggio fu interrogato su quella domanda e lui, con una pacifica flemmaticità, esclamò:

-Ciò che importa è sapere che non è il pozzo che porta la vita ma l'acqua che vi scorre all'interno. Non pensare al conenitore ma dissetati del contenuto-.

Dopo aver detto queste parole il saggio rimase per sette mesi paralizzato in una stato di estasi. Era più che mai chiara la sua illuminazione...

Legna di rovo



Oh ventose coste del mare dell'Est, solo noi sappiamo perchè la campana del templio di Cadair non ha mai smaesso di suonare! Nel templio di Cadiar non ha mai smesso di suonare la campana che risiede al suo interno.

Questo per un motivo: perchè il suo Saggio fondatore aveva lasciato detto così prima di morire.

Aveva lasciato detto così perchè una delle sue maggiori illuminazioni derivavano proprio dal sentire il continuo suono della campana ogni 7 ore.

Kon-sen, questo era il nome del fondatore del templio di Cadair, sentiva le vibrazioni prodotte dalla campana e rifletteva sul suo profondo significato, che è questo:

-Se il bronzo delle montagne aurifere, una volta lavorato, genera del suono, quale maggior suono potrà essere prodotto dalle vibrazioni della mente dell'uomo sulla Via.-

Kon-sen si rammentava quello ogni 7 ore perchè sapeva benissimo che anche il più piccolo filo d'erba non teme il calore del Sole, ma l'ombra della Notte.



martedì, maggio 01, 2007

Il copricapo di Jo-so

Non saprei dire se bruci maggiormente il sole nelle desolate lande delle terre dell'Est o se il maggior calore provenga dal braciere del templio dello Lian-dil-lion, ma so con precisione la storia del cappello del venerabile Jo-so.

Dovendo viaggiare il venerabile Jo-so decise di fabbricarsi un cappello con le giunchiglie del fiume De-fre. Una volta pronto lo indosso e inizio il suo percorso.

Inizio a piovere e il cappello gli protesse la testa dall'acqua.

Poi il sole delle estati delle valli del sud, quelle dove i mercanti Drefinidi commerciano maggiormente, non turbò i pensieri di Jo-so perchè il cappello gli donava dell'ombra.

Il vento e la neve delle grandi prateri di Kin-vred non disturbarono il pensiero perchè il cappello proteggeva la testa del Bonzo.

Terminato il viaggio, tornato a casa, Jo-so prese il suo cappello e lo donò a un bambino che passava per la strada.

Il bambino, non capendo il gesto del Gran saggio, guardo il cappello e lo portò a casa sua.

Il padre del bambino, visto il cappello, lo indosso per andare a lavorare nelle risaie. E ogni mattina mentre andava nella risaia indossava il copricapo. Passarono gli anni.

Ma mentre il padre del bambino lavorava, vide in lontananza un uomo senza cappello che sembrava un viaggiatore. Gli donò il cappello.

Il viaggiatore era Jo-so.

Va bene


La figlia del sovrano ebbe un figlio nonostante non fosse fidanzata ad alcun uomo. Appena partorito disse ai suoi genitori che il padre del figlio del suo ventre era il monaco del tempio dello Bra-fion. Ciò non era vero ma i monarchi credettero alla figlia.

Portarono il bebè dal monaco egli dissero che lui, il monaco del tempio, doveva allevare il bambino in quanto era stato lui a disonorare con un simile gesto la figlia del sovrano. Il monaco, nonstante non fosse il padre, disse: - Va bene - .

Allevò il bambino con la più amorevole delle cure e con il più curato amore.

quando il bambino giunse all'età di 12 anni la madre svelò ai genitori che il monaco non era il padre del bamvìbino e lo pretese in dietro.

Le guardie reali si presentarono dal monaco e, apologiandosi in nome del re, pretesero il giovane ragazzo.

Il monaco disse : - Va bene -.

Il tramonto




L'aurora dei bianchi cieli delle terre del Nord riempe il cuore d'armonia e allo stesso modo il giovane Jo-lilb portava gocce di felicità ai viandanti del regno di Ramidash.


Il giovane bardo girovago viveva in contatto con la natura e provava a comtemplare i segreti dell'illuminazione. Mentre la musica usciva dal suo strumento poderava sulla domanda che un pio Bonzo gli aveva posto quando era ancora un pargolo alle prime prese con le note musicali.


La domanda era: - Se passeggi e non vedi la tua ombra davanti alle tue spalle ciò ti indica che vai verso il Sole ma sei il Sole non dovesse più sorgere come potreati andare verso di lui se la tua ombra non ti guidasse? -.


Quell'inerrogativo non trovò mai risposta se non che dalla Volpe cogitante e da J-so.

lunedì, aprile 30, 2007

Lo splendore e l'ammirazione


Correvano gli anni dove il pesco lasciò cadere qualsiasi esitazione. La malvagia tirannide di Yug-kojen stava scalando la sua triste ed oscura gloria e la guerra delle Terre d'Oltreoceano era ben lungi dall'essere iniziata. In mezzo alle sterminate valli dei girasoli avorei viveva un vecchio saggio il quale passava le giornate a meditare e ad accudire i fiori del loto. Ricevette un giorno la visita di un mercante di tinture dell'Ovest che, stanco del lungo viaggio, chiese al vecchio di essere ospitato per quella notte. Il giorno successivo il mercante si preparò per rimettersi in viaggio, e per ringraziare il saggio dell'ospitalità gli donò una porzione di pregiato turchese dello Lian-dil-ion, la quale fu gentilmente rifiutata dal saggio. Come è noto, il rifiuto di un dono è una profonda offesa per le genti dell'Ovest, e il mercante non mancò nel reagire con collera. Il saggio rispose con una certa gioia in corpo:"Non mal interpretare il mio gesto. Non portare rancore. Puoi forse paragonare il glorioso splendore di un aurora d'estate con il brillare del più pregiato oro?".
E improvvisamente il mercante fu illuminato.

Kintel


Kintel era la schiava del re delle terre del Sud, prima che iniziasse la guerra delle terre d'oltre oceano. Il re era saggio ma l'età avanzataq lo rendeva infermo di salute e quindi parte delle decisioni venivano prese dai suoi luogotenenti.Anch'essi erano uomini fidati, ma sappaimo benissimo com'è suscettibile il cuore degli uomini.

Uno di loro, Rad, provò a sovverchiare gli altri 6 luogotenti, uccidendone 3 e rendendo inabili al comando gli altri. Rad, che aveva sposato la figlia del re delle terre del Sud, provò a convincere il monarca ad abdicare il suo favore, ma il rerifiuò scorgendo del malvagiuo nel cuore del genero.

Una notte Rad provà ad ammazzare il re dando fuoco agli appartamenti del castello. Kintel se ne accorse appena in ttempo per salvare il re, ma ella, la povera serva, rimase mortalemente ustionata dal fuoco del legno delle stanze reali.

Rad fu bandito da regno poichè metterlo a morte non fu ritenuto abbastanza disonorevole.

Il figlio di Kintel fu nominato futuro governante delle terre del Sud. Nessuno combavae come lui nelle battaglie che i popoli delle terre d'oltre oceano ingaggiavano contro gli abitanti dei Regni, pochè nel cuore del figlio di Kintel bruciava un fuoco molto più potente di quello che uccise sua madre.

Casa

Abbiamo intrapreso un viaggio, lungo ed impervio. La forza stava per mancarci ma le campane del faro dello Lian-dil-ion ci sostenevano e le donne del Brad-fion ci incoraggiavano a continuare.


Siamo tornati, non so se più saggi, ma con nuove storie, vecchie leggende che prima di essere miti erano pesanti verità.


Abbiamo rimesso il piede sinistro nelle nostre case e appoggiato la guancia dedtra sopra la stuoia piena di grano che utilizziamo come posto per sognare.


Abbiamo messo fine a quattro mesi di buio e abbiamo acceso le fiacole dei mitici Quattro Templi del regno di Muri-laif-fridec.


Siamo tornati e le tenebre son passate.


La gloria del giacinto

Lo stolto provò diverse volte ad attingere alla saggezza. Egli passava numerose lune a meditare convinto che fosse la giusta via, ma non riusci nel suo intento. Arrivò il momento in cui il furore dei ginepri ebbe fine, e fu allora che lo stolto si illuse di aver compreso la vera conoscenza. Costui si atteggiò da predicatore di verità, istruiva le genti a conoscenze fasulle non curandosi di ciò che stava commettendo. Un giorno però dovette affrontare il vero saggio, il quale gli disse:"Non io, non tu. Bensì il buddha." Lo stolto capì la sua vita di misfatti e menzogne, ma non riuscì a capire l'evidente affermazione del saggio e non capendo nemmeno se stesso, si impiccò. Vedendo questo il saggio attinse ad un maggior grado di illuminazione riuscendo ad identificarsi per un momento con il Buddha stesso. Alla prima folata di vento, il corpo del saggio si dissolse come sabbia e fu cosparso nel mondo dai 7 venti. Di lui rimasero solo gli stracci. Si narra che quegli stracci furono utilizzati per coprire e proteggere dalle intemperie poco dopo la sua nascita la futura gloria dell'umanità: il neonato Murin-laif-fridec,
astro più luminoso del firmamento.

domenica, aprile 29, 2007

Una tempesta che non aveva fine



L'interminabile guerra delle Terre d'Oltreoceano impegnava qualsiasi uomo abile. Tanti come granelli di sabbia in un deserto partivano per la guerra... tanti come le gocce d'acqua in un deserto tornavano. Persino le ostilità tra i 3 Regni furono dimenticate per dare spazio alla collaborazione e far fronte alla guerra. Nessuno aveva memoria di quando questa guerra fosse iniziata. Anziani capifamiglia raccontavano storie delle proprie gesta in battaglia e dei loro avi; giovani donne vedevano partire mariti e figli, per poi rimanere ancora ad attenderli da anziane, forse invano. Ingenti sacrifici erano richiesti: le mansioni quotidiane erano aumentate per ognuno e il tempo libero si era ridotto unicamente al sonno. Lo stolto urlò con ira al saggio di occuparsi in qualcosa, poichè dedicava tutto il tempo alla meditazione. Il saggio rispose quietamente:"Il nido è terminato, la rondine ha deposto le sue uova. Ella sa che la sua prole prenderà il suo posto, per questo coverà le uova e le proteggerà più di se stessa." Detto questo, lasciò cadere dalla sua mano dei petali di loto. Dopodichè, morì. Lo stolto capì e andò a raccontare alle genti ciò che sarebbe successo. Un evento stava per accadere. Qualcuno sarebbe giunto che avrebbe posto fine alla guerra, avrebbe portato pace e prosperità: Murin-laif-fridec, salvatore di tutti i popoli.

venerdì, aprile 27, 2007

Il gong non suonerebbe se non vi fosse il battente.


Il giovane Mandarino era solito camminare in mezzo ai campi di tulipani poco dopo l'alba per potersi deliziare del tenero profumo dei petali costellati di rugiada. Una di quelle mattine, fu colto da un evento insolito. Questo evento lo illuse di aver compreso l'essenza ultima dell' Universo. Si recò dunque dal saggio per renderlo partecipe della sua scoperta. Il saggio rispose con collera:"Stolto, come puoi ritenere di aver compreso il Buddha da una così semplice cosa?!".
Il giovane rammaricato si recò alla strada che portava alla città, per poi trovare il saggio all'ombra del ridente pruno. Egli proferì:"E' proprio nelle piccole cose che si manifesta il Buddha...nonostante questo, sono solo piccoli granelli che formano l'infinito del Buddha stesso. Ricordati sempre: le parole sono il bruco, il pensiero è la farfalla."
E il giovane fu illuminato.

giovedì, aprile 26, 2007

La candela con la fiamma piu vigorosa terminerà prima del piccolo lume.


Il giovane consigliere imperiale si recò alla dimora del saggio che dispensava saggezza a chiunque ne avesse bisogno. Egli era desideroso di ricevere conoscenze per poter dirigere l'Imperatore verso un regno illuminato e sostenuto dalla saggezza zen. Il saggio capì fin da subito i buoni propositi del giovane. Senza proferir parola, gettò ai piedi del giovane il suo piatto di zuppa, sporcando la lussuosa toga di corte. "Come osi, vecchio?!" disse il superbo consigliere. Al che il saggio esclamò "Quando ti degnerai di raccogliere ogni zuppa dei sudditi dell'Imperatore, potrai considerarti il più alto di tutti i consiglieri di corte."
E il giovane fu illuminato.

Il ritorno dell'alba


Amici... fratelli... essenze... tassisti... finalmente un' era è finita, e una nuova alba è iniziata. Il pesco ha fiorito, il ciliegio si è destato: il loto ha di nuovo sbocciato. Un antico saggio disse:"Non temere il buio, poichè la fiamma della saggezza ti illumina. Non temere la sete, poichè una goccia di conoscenza ti disseta. Non temere la fame, poichè una briciola di verità ti sazia. Non temere la malattia, poichè il dolce aroma del loto ti risana!"

E così la buddha's way è tornata... finalmente la notte è finita, l'alba è iniziata.