domenica, giugno 11, 2006

La caduta del macigno fermata dal filo d'erba


Dopo che la pace dei ciliegi fuggenti si spense, il giovane Boz-ka-ho decise di darsi al commercio del pregiato miele dell' Ovest per poter guadagnare soldi. L'attività fu molto fruttuosa e solo dopo poche settimane ebbe già guadagnato un ingente somma di denaro. Più i soldi crescevano, piu la bramosia di possederne di piu aumentava nel giovane. Sperperava in inutili facezie i soldi, si ricopriva dei piu lussuosi vestiti e si circondava delle persone piu importanti della città.
Ebbe inizio la Sesta era e un giorno Boz-ka-ho mentre si recava verso la propria dimora notò un vecchio saggio all'ombra di un pesco; da quel giorno lo vide tutte le volte che passeggiava per quella strada e si chiedeva altrettante volte cosa stesse facendo. Dopo settimane, decise di osservarlo e notò che il vecchio si nutriva delle pesche che si staccavano dai rami, si riparava dalla pioggia con la folta chioma del pesco e si dissetava con la rugiada sui tulipani che lo circondavano.
Stupefatto di tal austerità, il giovane chiese al vecchio se non desiderasse una vita piena di comodità come la sua. Udito tale il vecchio rispose:"Non conta quanto il pruno sia vicino al fiume: la tigre ruggisce a un orso o a una formica in egual modo."
E ad un tratto Boz-ka-ho fu Illuminato, si denudò e si sedette accanto al vecchio ad attendere l'inizio della gloria di Murin-laif-fridec.

Il maggior grado di illuminazione



L'importante è la salute

Il fiume che non smise mai di scorrere


Il Dragone speva fin troppo bene che ultime nuvole dell'inverno sarebbere sciamate nei melodici canti delgi usignoli delle lande a Sud.
Quindi decise di iniziare un viaggio attraverso tutto ciò che esisteva.
Iniziò il viaggio sfidando il Budda, gridandogli contro, con una tracotanza ma vista prima se non ai tempi di Mur il vigliacco, di poter viaggiare più dell'ILLUMINATO stesso.
Viaggiò per l'intero universo per qualche milione di anni.
Prima di esalare il suo ultimo sospiro, però, si accorse che in tutto il tempo che aveva viaggiato non aveva percorso altro che il palmo del Budda.
Il Dragone fu illuminato, morì.

giovedì, giugno 08, 2006

La fugace volpe e la paziente tartaruga


Come ogni mattina, il giovane Shon-jau si recava sul crinale delle rondini ardenti per ricevere il tepore dei caldi raggi dell'alba. Un giorno però vi trovò un vecchio saggio all'ombra della quercia e gli chiese perchè non si lasciasse accarezzare il corpo dal sole mattutino. A questo il saggio rispose:"Solo quando la Luce mi raggiungerà sotto l' ombra della quercia, potrò dire di conoscere tutte le foglie che dimorano in quest albero."
E ad un tratto il giovane fu Illuminato e si sedette assieme al vecchio ad attendere la dolce freschezza del tramonto.

mercoledì, giugno 07, 2006

La parete


Non era passato molto tempo da quando il mitico Gyn-tyu-ion aveva preso il potere nell'Ovest.
Tutti sapevano che era in grado di spezzare un muro con un solo pugno, ma la vecchietta della vallata Jhion volle sfidarlo.
-Se spezzerai anche questa parete allora potrai considerarti il vero signore dell'Ovest- disse.
Gyn-tyu-ion accetto la sfida pensado di potere abbattere ogni genere di muro, avendo dalla sua parte il potere.
Arrivò fino a dove si trovava la parete, le tirò un pugno.
La parete crollò...su di lui.

lunedì, giugno 05, 2006

La risata


Rideva il saggio del riso dello stolto.
Rideva lo stolto del riso del saggio.

venerdì, giugno 02, 2006

La Fiamma

Non maledire il buio se puoi benedire una piccola fiammella.

Il richiamo della Via

Un uccello se non avesse una casa maledirebbe le sue ali.
Così noi uomini non possiamo mai fermarci ma dobbiamo ricordare che senza radici anche la più grande quercia non resisterebbe a una leggiera brezza.

La spada


Esiste un ideogramma per esprimere il concetto di spada, ed esistono 25 modi per scrivere quel carattere.
Un giorno un uomo mi chiese di scrivere nel 26esimo modo il concetto di spada.
Passai giorni in meditazione e in digiuno, le lune seguivano i soli, e i soli le lune.
Capii.
Il 26esimo modo di scrivere spada era sapere che IL GUERRIERO poteva non usare la spada, bastava pensare alla spada, non potere usare la spada significava non avere bisogno della spada e IL GUERRIERO che non ha bisogno della spada è IL GUERRIERO che può sconfiggere ogni spada.

La dolce carezza della brezza dell'ovest


Quando i secoli scorrevano come gocce di rugiada sullo splendore del giglio, il giovane Zo-sehn decise di attingere alla piu grande saggezza.
Si recò dal saggio, e gli chiese come poter fare. Il saggio rispose:"Stolto, come puoi raggiungere il raggio di Luce quando è questi a raggiungere te?"
Un po' amaregiato, Zo-sehn si avviò verso la propria dimora. Ma quando giunse all'ombra della poderosa quercia, vi trovò il saggio che esclamò:"Anche se l'armonioso canto dell'usignolo non ragigunge la regalità dell'aquila, non si cura dell'inesorabile caduta delle piogge autunnali."
E ad un tratto Zo-sehn fu Illuminato.

La mistica scritta


Erano i tempi in cui i sacri vulcani del gruppo dello Shin-de implodevano nella loro immensa saggezza. Alle pendici di uno di questi era situata la capanna di un vecchio pastore ceco Kam-al-ri che con l'aiuto del fido cane Yako portava ogni giorno al pascolo le sue pecore.
Un giorno però il vecchio fu ritrovato morto nella sua umile dimora splendente di conoscenza. Il fido Yako da quel giorno però si ritrovò perso e privo della sua guida e decise di suicidarsi gettandosi nelle enormi fauci del vulcano. In relatà quel cane era uno stolto perchè in tutti quegli anni passati al servizio di Kam-al-ri non aveva imparato a credere nelle proprie capacità. Sulla capanna dopo la morte dei suoii abitanti compare la scritta "BELIEVE IN YOUR SKILLS".

Il male del possente Sai-niok


Il sovrano del grande regno del Nord, il possente Sai-noik, passava la sua vita meditando e aiutando il suo popolo.
Ma quella volta, quando un corrotto bonzo tibetano si presentò da lui, a stento resse la sua pazienza.
Il bonzo maledisse la salute di Sai-noik, e il sovrano sentì che i suoi giorni stavano per giungere a un termine.
Prima di morire, però, aprì le mani e ci lascio con una massima che ancora oggi illumina le vite di chi la ode:

-Il fiore della vanità cresce rigogliso in quelli assolati meandri della voglia umana, guai a chi sente la vita sciogliersi di sotto ai piedi, guai a chi prende il tempo per accantonarlo o non si riserva del tempo per sè, guai a chi non agisce nella lealtà della luce del Sole e di notte non dorme accarezzato dalla fatata Luna dello Liandilion, guai a chi pensa di essere saggio quando in realtà teme la sua stessa ombra.-

Sai-noik morì stroncato da un possente male e tutto il regno del Nord lo piasse per tutti i tre mesi di compianto prescritti dalla legge.
Il bonzo smise di praticare le vie malvagie.

mercoledì, maggio 31, 2006

Il pianto del grande Cedro Danzante


Erano i grandi giorni della gloria di Murin-laif-fridec, i giorni nei quali l'acqua bruciava e il grande Cedro dispensava consigli.
La piccola Dalian aveva appena perso la voglia di vivere e allora il grande Cedro danzò per lei, pianse.
La piccola Dalian capì, crebbe con la gioia della vita in corpo.
Un inverno però, quando la gloria di Murin-laif-fridec smise di brillare, il freddo busso alla porta di Dalian, ormai adulta e sposata.
Lei decise di andare nel bosco a prendere la legna, tagliò il suo amico Cedro.
Il cedro pianse.
Dalian morì.

domenica, maggio 28, 2006

La ricerca


Chi cammina sopra le braci coglie l'istante.
Chi cammina sopra le menti intusce il tutto.

sabato, maggio 27, 2006

La vallata dei giacinti sognanti





Le parole sono il bruco.
Il pensiero è la Farfalla.

Le ali dell'aquila traportate dal dolce zaffiro

Chi vede l'alba della verità, grida la giustizia.

La purezza

Il mare è il mare, le roccie roccie.

La fonte

Sono anni che provo a comprendere la saggezza dell'uomo che pronunciò questa frase:
-Il silenzio grida consigli inudibili a chi ascolta con le orecchie -.

martedì, maggio 23, 2006

Anche se il sasso rompe la finestra, non è detto che da questa entri aria fredda

Ritorno da pochi giorni nella così detta "civiltà"(nome convenzionale attribuito dall'uomo a questo stato di organizzazione)...
Dopo aver trascorso i mesi passati spargendo il seme dell'Illuminata Via sulle fertili ed incontaminate menti di una piccola comunità di monaci tibetani, mi accingo a riportare tra voi la complessa semplicità della Bhudda's way.
Voglio raccontarvi un breve brano, il cui contenuto è talmente illuminante che potrebbe esser paragonato alla semplicità di un volo di rondine.

Durante le ultime mattine d'estate, il saggio raccontò questo brano al suo discepolo piu ingordo di verità:
-Agli albori delle prime ere, vi era una voragine che non riceveva acqua da secoli. Essa era di una forma tale da poter ospitare il piu bel giardino tra tutte le voragini e vallate vicine ma, non avendo fiumi che scorressero in essa, era tra le piu brutte e di questo se ne crucciava.
Una notte la voragine urlò con collera al cielo:"Quando l'acqua scorrerà tra le mie pietre, sarò ormai una montagna!"
Al che il cielo inizio a far cadere una goccia...il giorno dopo ne fece cadere un altra...il giorno seguente un altra...e così continuò per settimane.
La voragine sentendosi presa in giro urlò con ancora piu collera:"Quando un rigagnolo scorrerà tra le mie fenditure, sarò ormai un vulcano!"
Ma il cielo continuò così per secoli, ricevendo noncurante le imprecazioni della voragine ingorda di acqua.
Nei primi giorni della nuova primavera, la voragine si rese conto che conteneva così tanta acqua da formare un oceano, al che il cielo esclamo:"Quando un petalo del tuo prato volerà tra i miei venti, sarò ormai un filo d'erba!"-
E il giovane discepolo fu Illuminato.

domenica, aprile 09, 2006

La capanna del vecchio Jin-Ion-Shoutoi

Era appena terminata l'alba e il monaco Jin-Ion-Shoutoi dispensava saggezza a chiunque ne avesse bisogno.
Un tramonto del mese di marzo tornò a casa, ma la sua casa non c'era più.
Capì, comprese l'intima essenza dell'universo.
Non aveva sbagliato stada, allora si fermò sotto il ridente pruno dove passò il resto della sua vita.
Quando uno stolto gli chise perchè non tornasse più verso la sua dimora egli lo guardò negli occhi, sorrise, ed esclamò:
-I fiori non hanno bisogno di una casa e io sono un fiore sulla mano dello Zen-.
Detto questo morì.
Lo stolto prese il suo posto sotto il ridente pruno.